mercoledì 14 settembre 2011

Fu vero pacifismo?

Il gruppo di Bologna di "Sinistra per Israele" ha inviato qualche giorno fa questa lettera al sindaco di Casalecchio di Reno, Simone Gamberini, riguardo la decisione della giunta di Casalecchio di porre una targa dedicata a Vittorio Arrigoni sulla Casa della Pace di Casalecchio. Arrigoni, sostenitore della causa palestinese, venne rapito e ucciso, lo scorso aprile, da un gruppo islamico jihadista salafita. I grassetti e le evidenziazioni del testo sono miei.



Bologna, 9 settembre 2011

Egregio Signor Sindaco,

desideriamo esprimerLe la nostra gratitudine per averci ricevuto e per aver manifestato con franchezza le Sue opinioni che, come Le abbiamo esposto non condividiamo, circa il giudizio sulla figura, per come appare dai suoi scritti, di Vittorio Arrigoni al quale Ella con l’Amministrazione di Casalecchio di Reno, dedicherà una lapide.
Per quanto riguarda il Suo invito a essere presenti all’incontro di sabato 17 settembre, dopo breve consultazione, abbiamo ritenuto che non fosse opportuna la nostra presenza. Non ci pare il caso di partecipare invitati all’ultimo, fuori programma, come una concessione. Tanto più considerato che si tratta di un’occasione celebrativa, e non tanto di riflessione critica, come testimonia la presenza dei familiari di Arrigoni, e il titolo stesso dell’appuntamento: Incontro sulla situazione israelo-palestinese attuale a partire dalla figura di "Vik", come leggiamo sul sito del Suo Comune.

Si è deciso di indicare un esempio nella figura di Vittorio Arrigoni, noi ci limitiamo a valutare i suoi scritti e a considerare che gettano benzina sul fuoco. Fare cultura di pace significa innanzitutto riconoscere l’altro ed evitare piani sui quali ogni conciliazione è impossibile, come quello del mito delle origini: a chi apparterrebbe per immemorabile diritto primordiale la regione tra il Giordano e il mare. I miti delle origini, come ci insegnava Marc Bloch, non servono alla storia e alla società, ma producono guerra.

Gli ebrei erano in quelle terre da una decina di secoli prima dell’era volgare, con la sconfitta subita contro i romani non tutti la abbandonarono, e hanno continuato a risiedervi anche dopo l’occupazione araba del settimo secolo dell’era volgare. Circa i tempi più recenti, si possono vedere i censimenti turchi ottomani, ben prima delle Dichiarazione Balfour.

Certo, in sede storica, si può discutere su come è stato costruito lo Stato di Israele, e la storiografia israeliana lo sta facendo, come può accadere in una nazione democratica, in cui la cultura è libera e critica (mentre non accade nulla di simile a proposito della storia nazionale palestinese da parte araba).

Troppo spesso, leggendo gli scritti di Vittorio Arrigoni, si ha l’impressione di una visione che non contempli l’esistenza stessa dello Stato di Israele.
Il nome stesso del suo blog, “Guerrilla radio”, non è pacifista né pacificatore Ricorrono troppi termini falsi, offensivi, financo minatori, come:

«Il sionismo è chiaramente una minaccia per l’umanità e l’umanismo. Aeroplani e carri armati, decorati con simboli Ebraici, vengono mandati per spargere morte e distruzione nel nome del popolo Ebraico» (14 marzo 2011)

«stato criminale d'Israele» (24 gennaio 2011)

«coloni armati fino ai denti con licenza di uccidere certi di godere di infinita impunità nei loro delitti contro gli arabi» (12 ottobre 2010)

«Segnatevi questi nomi dei sostenitori della manifestazione sionista di settimana scorsa a Roma: Roberto Saviano, Lucio Dalla, Massimo Ranieri, Raiz, Walter Veltroni, Piero Fassino, Furio Colombo, Francesco Rutelli, Giovanna Melandri, Rita Levi-Montalcini, Umberto Veronesi, Paolo Mieli, Pierluigi Battista, Giorgio Albertazzi. Che il dolore dei torturati possa torturare i loro sogni» (12 ottobre 2010)

«dimostrare ancora a quanti non hanno occhi per vedere cosa è Israele in termini di fascismo e oppressione» (24 aprile 2010)

«Pestare i piedi affinchè la terra tremi e ricordi ai sionisti invasori la sua primordiale natura e appartenenza» (3 aprile 2010)

Per questi motivi, non rinunceremo a manifestare il nostro dissenso sull’iniziativa assunta e le nostre preoccupazioni in tutte le forme democraticamente possibili.

Signor Sindaco, conosciamo i pregiudizi che allignano, anche nella sinistra della quale facciamo parte, attorno allo stato di Israele, all’ebraismo, al sionismo, e conosciamo la confusione che troppo spesso si fa tra questi stessi termini. Confusione che appare evidente anche dalle uscite sui giornali di questi giorni.
È proprio questa una delle ragioni della nostra esistenza e del nostro impegno: informare da sinistra la sinistra e contribuire al processo di pace.Un processo di pace che non può che fondarsi sul riconoscimento delle ragioni dell'altro, arabo-palestinese e israeliano, sulla legittimità di due stati e sulla costruzione di una capacità di fiducia reciproca. Ma quest’ultima non può essere affidata a parole di fuoco.
Siamo a Sua disposizione per altre iniziative che prevedano, fin dall’inizio, la presenza di ciò che noi rappresentiamo.