Dal sito del Comune di Fano:
Era nato a Fano il 4 novembre 1925; il padre, il senatore Raffaele, era stato fra i fondatori del Partito Popolare, direttore del giornale cattolico fanese “Metauro” e presidente della Cassa di Risparmio di Fano.Leopoldo si era laureato in Giurisprudenza a Roma, dove aveva iniziato anche una brillante vita politica nella DC. Era nel cosiddetto gruppo dei “professorini ribelli” della sinistra democristiana, che facevano capo a Giuseppe Dossetti; assieme a lui c’erano Gianni Baget Bozzo, il pesarese Arnaldo Forlani ed il fanese Valerio Volpini, che era fra gli amici più cari di Elia e che fu anche il suo testimonio di nozze.
Quando Dossetti abbandona, Leopoldo Elia entra nella componente ‘morotea’, diventando in pratica il braccio destro di Aldo Moro. E' colui che lancia, ai ‘dorotei’, l'accusa di “occupazione del potere”; ed è il primo a parlare di conventio ad excludendum, il tacito accordo fra Dc e Psi per escludere il Pci dal potere.
Nel 1959 Leopoldo Elia diventò libero docente di Diritto Costituzionale ed insegnò anche a Urbino. Nominato Giudice Costituzionale dal Parlamento il 30 aprile 1976, della Corte Costituzionale fu eletto presidente il 21 settembre 1981 e rieletto il 24 settembre 1984 per cessare dalla carica il 7 maggio 1985. Eletto al Senato nel 1987 nelle liste della DC, e poi alla Camera, fu Ministro degli Esteri e delle Riforme elettorali e istituzionali del Governo Ciampi dal 1993 al 1994, secondo fanese a diventare Ministro dopo Leonardo Severi (1882-1958) che fu ministro della Pubblica Istruzione nel primo governo Badoglio (1943).
Nel 1994 Elia fu eletto deputato, nelle liste del Partito Popolare Italiano, nella circoscrizione di Lazio 2 e nel 1996 senatore, per il collegio di Milano 5.
Appresa la notizia della scomparsa del professor Elia, il sindaco di Fano Stefano Aguzzi ne ha ricordato la figura di insigne giurista e fine politico. “La scomparsa di Leopoldo Elia rattrista profondamente la città di Fano che gli ha dato i natali – ha detto il sindaco – perché viene a mancare un concittadino che ha dato lustro e prestigio a Fano, grazie alle sue grandi doti di studioso del diritto e di politico capace e saggio. Leopoldo Elia, presidente emerito della Corte costituzionale, è stato infatti uno dei massimi giuristi italiani, autore di numerosi testi sul costituzionalismo italiano ed anche uno dei protagonisti della vita politica nazionale”.
Dichiarazione di Walter Veltroni, segretario nazionale del Partito Democratico:
“Con Leopoldo Elia la democrazia italiana perde un uomo di grandissimo livello intellettuale, morale e politico. Elia nella sua lunga vita pubblica si è diviso tra gli studi giuridici e costituzionali e l'impegno civile, dagli anni della collaborazione con Aldo Moro a quelli della Corte Costituzionale, di cui è stato presidente per un quinquennio fondamentale.Elia per chiunque di noi l'abbia conosciuto, era un uomo di straordinaria intelligenza e insieme gentilezza, che anche in Parlamento e negli anni del governo Ciampi, aveva condotto battaglie importanti. Sulle sue analisi, sui suoi giudizi abbiamo sempre potuto contare e la sua stella polare è sempre stata una sola: la Costituzione.
Anche i suoi studi più recenti erano tutti mirati alla difesa dei principi della Carta con uno sguardo speciale alle questioni delicatissime del rapporto e dell'equilibrio tra i poteri. Era un appassionato della Costituzione ma non un semplice “conservatore” della Costituzione il suo rovello era la ricerca di un equilibrio di pesi e contrappesi volti a garantire una democrazia efficiente e insieme aperta.
La passione con cui negli ultimi anni della sua vita ha seguito le vicende politiche istituzionali, l'impegno profuso a salvaguardia dei principi costituzionali sono stati straordinari e importanti non solo per una parte politica ma per tutto il Paese. La sua figura e la sua saggezza ci mancheranno.
Alla famiglia, agli amici di Leopoldo Elia esprimo la vicinanza mia persona e quella di tutto il Partito democratico”.