Dell’immagine occorre sempre diffidare (o abbandonarsi a essa, coscienti della necessaria finzione). Non c’è un giudizio definitivo nell’immagine -se non quello della fine del tempo- e non c’è nessuna innocente oggettività. Un brano di Notturno Indiano di Antonio Tabucchi che rende bene l’idea di come l’immagine interrompa, e quindi falsifichi, il reale attraverso la selezione di un frammento. L’incontro fra Roux e Christine ci spiega cosa siano i pezzi scelti.
