(ANSA) - LONDRA, 19 LUG - "Razzista" e cantore del colonialismo imperiale britannico. E' senz'appello la 'sentenza' emessa contro Rudyard Kipling dal collettivo di studenti che nelle scorse ore ha sfregiato il testo dei versi forse più celebri del poeta vittoriano, quelli di 'If' ('Se'), affissi nel campus dell'università di Manchester.
L'iniziativa è stata rivendicata dalla Student Union, in rappresentanza degli studenti neri e asiatici, i cui leader hanno cancellato le parole di 'If, scritte da Kipling nel 1895.
E le hanno sostituite con il testo di 'Still I rise', inno alla "storia degli oppressi" della poetessa afroamericana Maya Angelou. Riddi Viswanathan, responsabile del dossier diversità nella Union, ha bollato la scelta di Kipling come "completamente inappropriata" per la Gran Bretagna di oggi, tanto meno sul muro di un edificio appena restaurato e intitolato all'attivista anti-apartheid sudafricano Steve Biko. I vertici della Manchester University hanno parlato di "iniziativa autonoma" degli studenti,evitando giudizi.
La notizia, contenuta in un lancio d'agenzia e ripresa questa mattina da diversi quotidiani, è questa. Semplicemente il gruppo di “studenti neri ed asiatici” della Student Union sta riscrivendo la storia, un po' come accadeva in 1984 di George Orwell.
Potremmo bruciare in piazza i libri di Ezra Pound perché fu fascista, quelli di Emil Cioran per la sua militanza nella Guardia di Ferro o quelli di Louis-Ferdinand Céline per le sue pagine antisemite. Potremmo mettere al bando Dante, perché fu intollerante verso gli omosessuali che confinò all'Inferno e vietare nei licei lo studio del poeta latino Giovenale per la sua misoginia. E perché non ritirare, naturalmente post-mortem, il premio Nobel allo scrittore norvegese Knut Hamsun, che lo ricevette nel 1920 e che il 7 maggio 1945 scrisse sul quotidiano Aftenposten il necrologio di Hitler, appellandolo «pioniere dell’umanità»? O perché non andare di libreria in libreria a sequestrare i saggi del filosofo Paul K. Feyerabend, fondatore della 'epistemologia anarchica' e, in gioventù, volontario nella Wehrmacht nazista e Croce di Ferro nella campagna di Russia, così come i libri di un altro intellettuale austriaco, Konrad Lorenz (ecco un altro premio Nobel che i giovani della Student Union potrebbero cancellare!) che scrisse cose non proprio “politicamente corrette” sulla necessità di far trionfare la 'razza ariana'?
Potremmo giustificare i giovani della Student Union col desiderio di salvare il mondo? Forse sì, ma attenzione, perché spesso è proprio il desiderio di salvare il mondo che fa nascere le peggiori intolleranze, le peggiori dittature, i peggiori integralismi: io ti devo salvare, ti devo salvare per il tuo bene, e debbo così tanto salvarti che posso anche ucciderti per farlo.
In fondo, tutte le religioni e tutte le ideologie ragionano esattamente in questo modo.
E se quei giovani studenti hanno cancellato 'If' di Rudyard Kipling, sarà bene ricopiarla e rileggerla ogni tanto, proprio per non dimenticare questi versi così carichi di speranza:
Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all'odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;
Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.
Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c'è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: "Tenete duro!"
Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!
