venerdì 30 dicembre 2011

L'energia che toglie luce alla 'Provincia Bella'

Alcuni mesi fa, nel giugno di questo anno, pubblicai una nota dal titolo "Ritrovarsi a parlare di infelicità": ci si trovava, allora, nel pieno del Festival della Felicità organizzato dalla Provincia di Pesaro e Urbino, e riflettevo su quanta 'felicità' ci potesse essere in una provincia -definita la Provincia Bella- che non tratta bene la propria terra, e dunque la propria cultura. Concludevo la nota con queste parole: "(...) assistere impotenti alla trasformazione delle terre e dei borghi in un grosso business industriale, osservare infelicemente stupiti come un campo diventi una distesa di acciaio e di specchi o una serie vasche per la produzione di gas. La felicità sarebbe accorgersi che chi ci governa, in Comune, in Provincia, in Regione, scopra finalmente che la vera ricchezza, che ci è data gratuitamente in dono, è quella che calpestiamo ogni giorno, che respiriamo ogni giorno, che guardiamo ogni giorno".

giovedì 29 dicembre 2011

Dove si ferma la locomotiva Italia

A Viareggio oggi si ricordano i morti della strage ferroviaria del 14 luglio 2009  e mi sembra interessante proporre questo articolo di Stefano Corradino pubblicato sul blog de Il Fatto Quotidiano. Tranne che nel finale, non si accenna alla sicurezza della mobilità su rotaia, ma ragionare sui treni come specchio del paese è singolare e forse molto, molto realistico. Buona lettura

martedì 27 dicembre 2011

Lucide menti razziste (non i soliti fanatici)

 A proposito di siti web razzisti, che incitano all'odio -in particolare, il sito Holywar contiene pericolose liste di proscrizione, con l'elenco minuzioso e aggiornato di tutti i cognomi delle famiglie che potrebbero avere anche lontanissime origini ebraiche, diviso città per città- mi sembra interessante proporre la lettura di questo articolo di Claudio Vercelli, pubblicato domenica 25 dicembre nella news-letter dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane:

lunedì 26 dicembre 2011

domenica 25 dicembre 2011

Mario Monti, lui sì che...

Sì, con Mario Monti tutto è cambiato. E sta cambiando l'Italia: più austera, più seria, più rigorosa. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Ho sempre sostenuto, e continuo a pensarlo ancora, che il Parlamento "di inquisiti, corrotti, puttanieri, veline" non fosse assolutamente peggiore del Paese reale che lo ha eletto. E qualche giorno fa, leggendo Mattia Carzaniga su D-La Repubblica, ho trovato in quelle righe il ritratto perfetto di noi italiani.