venerdì 22 giugno 2012

Sartana non perdona

L’attesa ha portato un’ulteriore sofferenza ai cinque bambini di Pontremoli, bocciati per la seconda volta da un consiglio di classe  che, rifacendo gli scrutini e confermando la non ammissione in seconda elementare, rischia di assomigliare più a una corte di giustizia prussiana che all’organo che deve occuparsi dell’azione educativa e didattica.


La sicumera con cui insegnanti e dirigenti scolastici hanno deciso che cinque bambini di 6 anni, di cui tre stranieri e uno disabile, non erano adatti a proseguire il regolare cammino scolastico, lascia sorpresi, stupiti, addolorati. Una scuola che respinge in prima elementare non è né cattiva né buona: semplicemente non è più una scuola, e chi lavora lì dentro non può meritarsi il titolo di ‘maestro’.

Il dirigente scolastico di Pontremoli -al quale si può rivolgere un unico invito, oltre a quello di sfogliarsi un semplice manuale di pedagogia: leggere la Costituzione della Repubblica italiana- aveva detto “Vedrete che ne usciremo a testa alta”. Occorre capire alta quanto.