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| Mao Tse-tung nel 1966 |
L'esibizione della vitalità del corpo è l'esibizione del potere, e la decadenza del corpo è decadenza del potere.
Alla morte del re inglese, nel Medioevo, per alcuni giorni, prima del passaggio dello scettro in nuove mani, si onora, si saluta, si nutre non il re morto, ma il suo eidolon, che lo raffigura. Il benessere fisico del sovrano coincide con il benessere dell'intero regno. Non può esserci una morte del corpo del re senza che prima il potere sia trasmigrato nel nuovo re. Il re è morto, viva il re!
Il Corpo come rappresentazione del Potere
Il corpo -in questa visione profondamente maschile- è ben di più di un apparato biologico, soggetto a inevitabile decadenza organica, è la rappresentazione di un potere che nega il Tempo. Il Duce virilmente attivo che salta a cavallo nel parco di villa Torlonia, che miete il grano, che nuota incurante dei freddi autunnali; il presidente Mao che a 73 anni attraversa il fiume Yangzi; Breznev mummificato al gelo moscovita che saluta durante le parate dell'Armata Rossa; Andropov che non è morto, ma ha un raffreddore: il corpo è un'icona da adorare e esaltare, da esibire a masse di cittadini-voyeur, da caricare di significati simbolici che codificano un vero e proprio alfabeto del potere.La campagna elettorale natatoria di Beppe Grillo non è una trovata estemporanea, ma si inserisce pienamente in quella comunicazione di piazza (reale e digitale), dove l'espressione del viso conta più di qualsiasi parola, di cui il politico-comico genovese ha dimostrato d'essere maestro.
Attraversare a nuoto lo stretto, testimonia -una volta di più- l'affiliazione di Grillo verso colui che ha impresso un segno fortissimo e indelebile nella politica italiana: Silvio Berlusconi. Vent'anni fa, l'imprenditore di Arcore scendeva in campo raccontandoci dalle televisioni Fininvest il miracolo italiano della sua famiglia e della sua azienda; oggi che le tv sono sulla via del definitivo tramonto, Grillo ci dà appuntamento sul blog per raccontarci nuotata e attraversamento della Sicilia di corsa e in camper.
Il Corpo come rituale di seduzione
Con il Cavaliere, il corpo è artificio di seduzione e come tale appartiene non all'ordine del naturale, ma a quello del rituale. Jean Baudrillard scrive che ogni modo di sedurre «è un processo altamente ritualizzato» e individua nel travestitismo il luogo di massima seduzione: «ciò di cui i travestiti sono innamorati è questo gioco di segni; ciò che li appassiona è sedurre i segni stessi».Tornare indietro, tornare all'austerità, anche solo apparente, e ai corpi nascosti e coperti dai cappotti grigi dei politici democristiani, non è concesso, almeno per ora, e Grillo, comico che conosce perfettamente la potenza espressiva del corpo su un palco o davanti a una web-cam, sa che attraversare lo Stretto a nuoto, non è soltanto una prova fisica, è la carne del Capo che si mette in gioco.
Il corpo post-moderno
E in questi mesi di giovanilismo mostrato e invocato, quasi che fossimo all'alba di una renovatio imperii, il corpo del Nuotatore è la testimonianza di un potere giovane, forte, indistruttibile. Con una differenza sostanziale, però, rispetto al passato, che nemmeno Kantorowicz aveva previsto: il doppio corpo del re viveva all'interno di una comunità che, cambiando il Capo, rinnovava il potere e dava continuità a se stessa, c'era il trasferimento del 'corpo politico' da un re all'altro; qui no.Qui tutto finisce: “Un corpo postmoderno e mediatico che abolisce ogni residuo del doppio corpo, e ha senso e significato solo rispetto alla propria esistenza materiale”: sono le parole che usa Marco Belpoliti nel bel saggio “Il corpo del capo” incentrato su Silvio Berlusconi, ma ben adatto a descrivere il culto del corpo negli anni del terzo millennio che stiamo vivendo.
