sabato 10 agosto 2013

Una donna per segretario

Matteo, Giuseppe o Pippo, Gianni e Gianni ancora, e poi forse chissà... Magari hanno idee diverse sulle alleanze e sulla forma partito, ma tutti i probabili candidati alla segreteria del Partito Democratico (Renzi, Civati, Cuperlo, Pittella) hanno in comune hanno il fattore M. Emme come maschio.
Tutti uomini, così come la schiera di segretari che ha governato il partito dall'ottobre 2007 a oggi:  Guglielmo (Epifani), Pier Luigi (Bersani), Dario (Franceschini) e Walter (Veltroni).
Eppure il PD ha dimostrato, sin dalla sua nascita, di avere un forte senso dell'uguaglianza e delle pari opportunità: tante donne in Parlamento sia nella sedicesima legislatura del 2008 (e Anna Finocchiaro presidente del gruppo PD al Senato) sia nella legislatura attuale, e anche nel Partito c'è una forte rappresentanza femminile, non solo per la presidenza del partito affidata a Rosy Bindi, ma anche negli organismi dirigenti.
Nella segreteria Bersani di fine 2009 c'erano sei uomini e sei donne (Francesca Puglisi, Cecilia Carmassi, Anna Maria Parente, Stella Bianchi, Roberta Agostini e Catiuscia Marini), nell'attuale ci sono sei donne (Roberta Agostini, Cecilia Carmassi, Alessia Mosca, Catiuscia Marini, Pina Picierno, Debora Serracchiani) e nove uomini.
Tante donne anche nel partito, dunque,  eppure la gestione reale, vera, concreta e quotidiana che esercita un segretario, quella no, quella è roba da maschi. Donne neanche come vice segretari, visto che Veltroni aveva Franceschini e Bersani era in ticket con Letta.
Certo, se nessuna donna si farà avanti, al popolo PD toccherà scegliere fra candidati esclusivamente maschili, e nessuno può obbligare qualcuno a candidarsi solo perché è donna.
Però... però... possibile  che le tante aree, le tante anime, le tante componenti dei Democratici non abbiano donne in grado di correre per la segreteria?
In questi anni di lavoro al Pd ho conosciuto donne con intelligenza politica strategica che forse ci avrebbero fatto vincere in ben altro modo le elezioni, ho apprezzato donne con capacità organizzative che ridarebbero forza e vitalità al PD su tutto il territorio nazionale, donne grintose e sicure, capaci di stare in tv, di affrontare qualsiasi dibattito, di sostenere qualunque confronto, donne colte capaci di parlare perfettamente un paio di lingue e di rapportarsi perfettamente con interlocutori internazionali.
Queste donne non sono extraterrestri: sono dentro il PD, esistono,  e lottano con noi. Forse sarebbe ora che qualcuna uscisse allo scoperto e sparigliasse i giochi per dare credibilità nuova e nuova forza politica al partito ch'era nato per governare l'Italia, sì, ma possibilmente senza il Pdl.