sabato 21 settembre 2013

Il Pd e il buonsenso

Il bicchiere
Leggendo le cronache e ascoltando i resoconti dell'assemblea nazionale del PD, si ha l'impressione di vivere davvero in quel bicchier d'acqua che ieri sera, a Pisa, nella prima giornata della Festa Democratica Scuola e Università, evocava Davide Guadagni, sul palco con Sergio Staino.
Il Pd -spiegava Guadagni- vive in un bicchiere d'acqua, un microcosmo in tempesta con le lotte fra Renzi e Cuperlo, con lo scontro sulle regole, con le polemiche sulla data del congresso, ma se uno emergesse e guardasse appena più in là del bordo di vetro del bicchiere, vedrebbe un mondo coi suoi problemi, con le sue speranze, con altre tempeste, con la vita che procede anche senza quel bicchiere.
Del resto lo si era già visto, in altro contesto ma con dinamiche simili, alle primarie dello scorso anno: il popolo delle primarie fa vincere Bersani, il popolo italiano lo fa perdere.
Ieri sera ho chiesto a un autorevole parlamentare come era andata l'assemblea. "Sembrava una cerimonia funebre" è stata la risposta.
Le etichette
In queste settimane il problema sarà non farsi catalogare: stai con Renzi o con Cuperlo o con Civati? E non sono ammesse domande di riserva. Chi sostiene che l'articolo 3 dello Statuto del Pd (quello che al primo comma stabilisce l'identità fra segretario del partito e candidato presidente del Consiglio) è un assurdo da cancellare, viene archiviato automaticamente nel cassetto dei 'cuperliani', e chi critica Cuperlo in quello dei 'renziani'. Chi scrive parole con la W, in quello dei 'civatiani'.
Il buonsenso
Eppure il buonsenso dovrebbe farci dire altre cose.
Per esempio che con Renzi candidato premier il Pd aprirebbe la strada per vincere (finalmente!) le elezioni politiche, mentre un buon segretario (che potrebbe non essere Cuperlo) che faccia davvero il segretario, potrebbe non solo far ripartire un tesseramento che non decolla, ma potrebbe (finalmente!) rafforzare il PD con una struttura solida e radicata.
Per esempio, che l’identità fra segretario del partito e premier, rischia di ridurre il Pd a un trampolino di lancio verso qualcos’altro, col risultato che il partito si ridurrà a un semplice cartello elettorale, dove iscritti e militanti saranno una variabile di poco conto. Non si può usare il Pd come se fosse "la donna dello schermo": scrivo versi per la mia vicina di casa ma in realtà amo Beatrice; punto alla segreteria del partito ma la poltrona che mi interessa è quella di Palazzo Chigi!
Per esempio, che Renzi dovrebbe spiegare, prima di candidarsi, quale forma partito ha in testa.
Per esempio, che Cuperlo segretario rischierebbe di far passare l'idea nell'opinione pubblica che il Pd s'è ridotto a una zattera di sopravvissuti ex comunisti.
Per esempio, che occorrerebbe guarire il Pd dalla sindrome di Cromo: ogni segretario rischia di essere cannibalizzato da un partito che, sin dalla sua nascita, non ha fatto altro che divorare i suoi figli.
Per esempio, che non necessariamente chi è capace di condurre il partito, è anche capace di guidare il Paese, perché un segretario del Pd non può limitarsi a far da contabile dell'esistente, ma deve amare il partito, deve avere nelle sue corde l'importanza dell'organizzazione e il valore della militanza, e questo senza dover avere per forza un pedigree da ex Pci doc.
Oggi in via della Conciliazione si stabilirà definitivamente la data delle primarie: l'8 dicembre si accendono i “fuochi della Madonna”, speriamo che non si accenda anche il fuoco fatuo del PD.