sabato 8 dicembre 2018

Morire in discoteca

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Non si può morire così. Non a quell’età, non in quel luogo e non in quel modo. In discoteca ci sono entrato per la prima volta ai tempi del liceo, ma ci si andava ogni tanto, magari la domenica pomeriggio. Poi fu un mio amico a farmi scoprire il divertimentificio romagnolo, la più alta concentrazione di discoteche al mondo, e così ogni sera, dai primi di maggio a metà settembre, si percorrevano i pochi chilometri che separano Fano da Gabicce Cattolica Riccione Rimini.


Erano gli anni Ottanta. Si moriva per strada, nelle stragi del sabato sera. Avemmo anche noi un amico che si schiantò contro un camion, sulla statale Adriatica. Fu una tragedia, perché morire a vent’anni non si può. Non c’erano servizi di bus navetta, non c’era ancora l’obbligo delle cinture di sicurezza, non c’erano altre mete per i giovani che quelle romagnole.

Risvegliarsi stamattina e leggere della strage nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, in provincia di Ancona, è stato terribile. Me ne parlava ieri mio figlio, di quella discoteca e del concerto di Sfera Ebbasta. Mi ha spiegato che molti ragazzi, nel fine settimana, salgono sulla navetta che da Fano li porterà a Corinaldo. Ha aggiunto che forse ci sarebbe andato anche lui al concerto, ieri sera, poi ha scelto il Peter, in Romagna.

Sei morti e 120 feriti: una strage. Eppure in discoteca i ragazzi vanno per svago. Com’è possibile che dopo anni e anni a discutere, a parlare, a legiferare di sicurezza, ancora oggi si muoia così, calpestati! Calpestati e massacrati sotto i piedi una folla priva di ragione che tenta di fuggire da non si sa cosa. Siamo animali, e abbiamo comportamenti istintivi simili ai branchi di gazzelle che fuggono all’arrivo del leone. Ma abbiamo anche una ragione, un intelletto che di fronte alla nostra ineludibile animalità ci consente di prendere precauzioni, di utilizzare la tecnica per rendere la nostra vita più sicura.

Morire in discoteca dove eri andato per assistere al concerto del tuo rapper preferito. Morire in discoteca dove avevi accompagnato tua figlia. Morire in discoteca mentre volevi solo divertirti. Morire in discoteca quando te ne stavi a ballare. No, non si può, non possiamo accettare l’ennesima strage senza colpevoli, senza motivo, senza ragione.

Chi è morto stanotte aveva fra 14 e 16 anni, due ragazzi e tre ragazze, e poi la mamma, classe 1979. Ecco, oggi è una brutta giornata, davvero brutta.

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