Questo articolo è stato pubblicato oggi nelle pagine del quotidiano online Democratica.
Non è un romanzo di fantapolitica. A Parigi si teme un colpo di Stato. In questi ultimi anni abbiamo imparato a ragionare con termini e categorie che, fino a non molto tempo fa, pensavamo relegate al passato, ai libri di scuola o a paesi di altri continenti: nazionalismo, sovranismo, razzismo, fascismo, e adesso entra in gioco anche la parola 'golpe'.
"Entreremo all'Eliseo"
Alla vigilia della manifestazione di domani dei gilet gialli, l'allarme è stato lanciato dal quotidiano Le Figaro, che ha citato una fonte dell'Eliseo ed ha parlato di 'golpisti'. “Siamo davanti a un tentativo di colpo di stato”, avrebbe detto la fonte citata, e i servizi segreti avrebbero allertato l'Eliseo su “appelli ad uccidere e usare armi da fuoco contro parlamentari, governo e forze dell'ordine”.Le Figaro riporta anche le dichiarazioni di uno dei leader dell'ala dura della protesta, Éric Drouet, un camionista trentatreenne che ha spiegato su Facebook che la manifestazione di domani a Parigi dovrà essere “l'esito finale” della protesta dei gilet gialli: “Sabato sarà l'Eliseo... bisogna che sia veramente sabato... avanzeremo in direzione dell'Eliseo. La gente vuole andare lì per essere ascoltata”.
L' “Atto IV” dei gilet gialli, dunque, nonostante la parte moderata del movimento si sia dissociata dalla manifestazione di domani, fa paura e mette a dura prova il governo e l'intero Paese. “Nelle ultime settimane hanno fatto nascere un mostro” ha denunciato oggi il ministro dell'Interno Christophe Castaner. “Tutto lascia presagire – ha sottolineato - che gli elementi radicali, i faziosi, tenteranno di nuovo di entrare in azione”.
“La repubblica è solida, le istituzioni sono forti, difese dalle forze dell’ordine”: ha dichiarato ieri al tg delle 20 di Tf1 il primo ministro, Edouard Philippe. Ed ha poi raggiunto: “Quando i gilet gialli che devono venire a trattare con il governo ricevono minacce di morte, quando le famiglie di dirigenti dello stato vengono minacciate di morte, quando la gente che ha dato fuoco alla prefettura di Puy-en-Velay gridava agli impiegati ‘arrostirete come maiali’, io dico che questa non è la Francia”.
Il virus del sovranismo violento
Sui social, rabbia e malcontento sembrano farla da padrone, con parole d'ordine che anche in Italia (dove la pagina Facebook Coordinamento Nazionale Gilet Gialli Italia ha già 7.000 likes e mostra contatti con i rivoltosi d'Oltralpe) abbiamo imparato a conoscere bene: sovranità, Unione Europea come nemico, no ai migranti.Secondo Le Figaro, che ha passato al setaccio Facebook, la firma del Migration Compact per migrazioni sicure, ordinate e regolari rappresenta “un atto di vendita della Francia” da parte di Macron che lede la sua sovranità, e così il tema dell'apertura delle frontiere, la presunta subordinazione della Francia all'Onu, all'Unione europea e alla governance mondiale sono temi centrali nelle critiche dei 'gilet gialli'.
Parigi, città chiusa
A Parigi è già in funzione l'Unità di crisi e domani due luoghi simbolo come la Tour Eiffel e il Louvre resteranno chiusi, e così i tre grandi magazzini più importanti come Bazar de l'Hotel de Ville, Galeries Lafayette e Printemps. Rinviate anche sei partite della Ligue 1, in programma nel weekend, fra cui la sfida di cartello tra il Paris Saint-Germain capolista ed il Montpellier.Benché il governo abbia detto no all'utilizzo dell'esercito, dispiegherà comunque un dispositivo di sicurezza eccezionale: 89.000 membri delle forze dell'ordine in tutta la Francia, di cui 8.000 a Parigi, per tentare di evitare le stesse scene di guerra urbana di sabato 1 dicembre.
Intanto, infuriano le polemiche per gli oltre settecento arresti di studenti nella manifestazioni di ieri. E soprattutto per un filmato girato a Mantes-la Jolie, dove 153 ragazzi sono stati arrestati per partecipazione a gruppo armato e molti sono stati costretti a inginocchiarsi con le mani sulla testa o dietro la schiena.

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