Oggi The Guardian pubblica un articolo sulle politiche economiche di Trump firmato da Robert Reich, che è l'ex Segretario di Stato americano al Lavoro nella presidenza Clinton e insegna all'università di Berkley, autorevole economista amato in particolare dalla sinistra.
Il titolo del pezzo è esplicito: "Lo shutdown ha dimostrato il disastro della Trump-economics" e Reich spiega perché le politiche del presidente Usa, basate essenzialmente sul taglio delle imposte alla classe più ricca e alle imprese più grandi, non stiano funzionando per niente, ed anzi impoveriscano il Paese.
Noi italiani, pensando che tutto il mondo ragioni come ragioniamo noi, potremmo credere che le critiche di Reich siano portate da un teorico del socialismo, ma in realtà l'analisi di Reich esprime preoccupazione che le scelte di Trump in materia fiscale, la sua guerra commerciale alla Cina, non creino altro che depressione e stagnazione dei mercati. Quando Reich parla della classe media americana e dei dipendenti governativi che non ricevono lo stipendio, egli è preoccupato, perché "Nessuno di loro può comprare tanto quanto comprava prima prima". Reich, da economista, si è occupato spesso dei problemi della diseguaglianza sociale, e sa bene che senza un mercato che funzioni, i poveri saranno sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi.
Ho provato a tradurre il testo, perché l'articolo è non solo interessante, ma molto chiaro, scritto con un linguaggio piano, e comprensibile a tutti, inclusi quelli come me che capiscono ben poco di economia. Ho inserito poche note per spiegare meglio il senso e i grassetti sono i miei. Il link alla pagina del Guardian è qui.
Scrive, dunque Reich:
"Una delle conseguenze meno spiegate circa le conseguenze del parziale shutdown del governo Usa - per gentile concessione di Donald-"Io sono orgoglioso dello shutdown del governo"-Trump - è l'effetto negativo sull'economia americana.
La spesa Federale rappresenta poco più del 20% dell'intera economia.
Quando quel rubinetto viene chiuso a metà strada, come è accaduto ora, la domanda di beni e servizi necessariamente scende. Il risultato è un minor investimento e una crescita più lenta.
In questo momento circa 800.000 dipendenti governativi non stanno ricevendo le buste paga. Né sono pagati centinaia di migliaia di fornitori del governo.
Nessuno di loro può comprare tanto quanto comprava prima prima. È solo un altro aspetto della Trump-economics, che rappresenta l'assai discutibile concezione che la prosperità deriva dal tagliare le tasse alle imprese e ai benestanti, mentre si spremono i lavoratori americani, le persone che fanno i maggiori acquisti. Permettere ai datori di lavoro di esternalizzare ancora di più.
Un anno fa, Trump e i Repubblicani del Congresso avevano previsto che il loro taglio delle tasse alle imprese avrebbe fatto salire gli investimenti, e questo avrebbe portato a una più rapida crescita economica e a salari più alti. È classica spazzatura conservatrice.
Piuttosto che investire di più, le imprese americane hanno ridimensionato i loro piani di investimento.
Lo steroide del taglio delle tasse si è consumato in sei mesi dal suo passaggio. Gli investimenti delle imprese sono aumentati al tasso annuo del 10% nella prima metà del 2018 ma poi sono scesi al 2,5% nel terzo quadrimestre.
Secondo l'Institute for Supply Management (è il celebre ISM, l'associazione privata, con sede a Tempe in Arizona, più grande al mondo di gestione delle forniture, che ogni mese pubblica un autorevole rapporto, chiamato ISM Manifatturiero, sull'andamento del settore negli USA n.d.r.), i nuovi ordini per attrezzature di produzione sono scesi di 11 punti a dicembre 2018.
La spiegazione logica è che le imprese non vogliono investire salvo che si attendano un adeguato ritorno per i loro investimenti. Questo ritorno dipende dal fatto che ci siano abbastanza acquirenti che comprino i beni e i servizi che le imprese producono.
Ma non ce ne sono abbastanza. Oltre a tutti i dipendenti governativi e i fornitori che non vengono pagati, i consumatori americani nel loro insieme hanno visto un aumento minimo nelle loro bustepaga, adeguato all'inflazione. I lavori sono abbondanti, ma la classica paga è ancora ai livelli minimi.
Quando Trump ha tagliato le tasse alle imprese, aveva promesso a tutti anche un aumento del salario di 4.000 dollari. Questo non è mai accaduto. Invece, i benefici del taglio delle tasse alle grandi società è andato in gran parte nelle tasche dei migliori dirigenti e dei grandi investitori.
I riacquisti di azioni societarie hanno alimentato un temporaneo boom del mercato azionario, ma i suoi benefici non si sono allargati e diffusi alla popolazione, perché più dell'80% delle azioni è posseduto dal 10% degli americani più ricchi.
A differenza dei classici lavoratori, i ricchi spendono solo una piccola parte di ciò che guadagnano. Così, quando il denaro scorre soltanto verso l'alto, la domanda complessiva va all'indietro.
Nel frattempo, i datori di lavoro americani hanno continuato a tagliare la pensione e le prestazioni sanitarie. I lavori sono meno sicuri che mai. Un lavoro su cinque è ora svolto da un lavoratore senza contratto, senza nessuna assicurazione di disoccupazione, congedo per malattia o risparmio previdenziale per la vecchiaia.
La risposta di Trump? Permettere ai datori di lavoro di fare più esternalizzazioni. Rendere più difficile per i lavoratori la formazione di sindacati. Non applicare nemmeno le leggi scritte sul lavoro.
Trump continua a minare ciò che resta dell' Affordable Care Act (l’Obamacare n.d.r.). Negli ultimi due anni, secondo il Commonwealth Fund, circa 4 milioni di persone hanno perso la copertura assicurativa sanitaria. Questo indebolisce la loro capacità di acquisto.
Trump e i suoi compagni repubblicani rifiutano di aumentare il salario minimo federale, che metterebbe il denaro nelle tasche delle persone che lo spenderebbero. A 7,25 dollari l'ora, in termini reali oggi il salario minimo è inferiore di più del 25% rispetto a mezzo secolo fa.
L'Economic Policy Institute (è un think tank non profit e non governativo fondato nel 1986 a Washington D.C. n.d.r.) stima che alzare il salario a 15 dollari l'ora, alzerebbe direttamente o indirettamente gli stipendi di 41,5 milioni di persone.
Questo è quasi il 30% della forza lavoro che ha un salario.
Ciò genererebbe 144 miliardi di dollari di reddito aggiuntivo per le famiglie che ne hanno più bisogno, inclusi 23,1 milioni di donne e 4,5 milioni di genitori single. Questo è parlare di potere d'acquisto.
Né Trump ha fatto nulla della sua promessa in campagna elettorale, dove si era impegnato a spendere un miliardo di miliardi di dollari per ricostruire le strade, gli acquedotti e i ponti della nazione.
Quindi, da dove arriverà la domanda di beni e servizi? Non possiamo contare sulle esportazioni. L'economia globale sta rallentando. E i cinesi non stanno certo acquistando chissà cosa di prodotti americani in questi giorni. E questa è la conseguenza della guerra commerciale di Trump.
La Trump-economics è un miserabile fallimento perché sono sbagliate le sue premesse. Tagliare le tasse alle grandi aziende e ai ricchi non stimola gli investimenti. Crea solo un debito nazionale più grande, che dovrà essere pagato in qualche modo, prima o poi.
E chi dovrà pagarlo, con tasse più alte o con meno servizi governativi? Hai indovinato. L'americano medio, che è già stato spazzato via dalle politiche di Trump.

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