venerdì 17 aprile 2020

Coronavirus fase 2. L'Italia riparte coi vivi, non coi morti

coronavirus fase 2

Meritiamo di estinguerci: quando assisto in tv a certe trasmissioni, come ieri sera Piazza Pulita, consolido la mia convinzione che  la razza animale che chiamiamo "umana" merita di sparire. Abbiamo la memoria di un moscerino, forse neanche quella. Il 21 febbraio comincia  l'ecatombe in Italia, e sei giorni dopo - sei giorni dopo! a strage iniziata - tutti esultano (governo e opposizione, senza grandi differenze) davanti alla geniale campagna "Milano riparte", "l'Italia riparte". Si riparte, certo: direzione ospedale o direzione cimitero.


Che ci siano al 16 aprile 22.170 morti (e probabilmente il numero reale è più del doppio: basta confrontare i morti del 2019 e quelli di quest'anno, come ha fatto l'Istat su un campione di comuni), che la media settimanale dei morti sia più alta di quella dei morti della Seconda guerra mondiale, che qualche giorno fa decine e decine di camion militari portavano via le bare da Bergamo; che i morti per influenza nella stagione 2018-2019 siano stati 205, non importa. Tutto questo non conta.

Coronavirus e fase 2: ieri gli eroi erano i medici, oggi sono i bagnini...

Intervista su Il Resto del Carlino al primario dell'ospedale di Pesaro Letterio Morabito.


Siamo un paese dove non si fa una campagna generalizzata di tamponi, e quindi io potrei benissimo essere positivo senza saperlo, senza sintomi, e contagiare e uccidere inconsapevolmente altre persone. Siamo un paese dove ciascuno di noi conosce almeno tre o quattro casi di individui malati, con tutti i sintomi di coronavirus diagnosticati magari dal medico di famiglia, ma che non rientrano nelle statistiche ufficiali poiché nessuno ha fatto loro il tampone. Siamo un Paese dove il sistema sanitario tanto decantato ("il migliore del mondo!" esclamavano gongolanti i politici davanti alle telecamere) ha costretto i medici, soprattutto nei primi giorni, a decidere quali cure dovesse ricevere l'uno o l'altro paziente. Ci siamo entusiasmati e commossi per medici e infermieri negli ospedali, ma adesso abbiamo già cambiato eroi: gli imprenditori e i bagnini sono i nuovi eroi, quelli che vogliono riaprire.

Siamo tutto questo, e per assurdo non siamo i peggiori, anzi.
In Spagna e in Gran Bretagna, gli sventurati, ai primi numeri in calo, avevano iniziato a riaprire, e subito hanno avuto migliaia di contagi e centinaia di morti in più. In Spagna, ad esempio, ci sono stati solo ieri 5.183 contagi, la cifra più alta dallo scorso 9 aprile, mentre i decessi sono stati 551, portando il numero totale a 19.130. La peste del terzo millennio non perdona.

Coronavirus e Fase 2: si chiamano "morti", non "costi"

La televisione, le dichiarazioni ufficiali lasciano intendere che il contagio epidemico è in calo, quasi che tutto stia quasi per finire: un paio di settimane ed è concluso, dimenticato.
Ieri sera a Piazza Pulita arriva la sottosegretaria con delega al Turismo e la cosa più preoccupante è dirci se questa estate andremo o no al mare. Il conduttore Formigli si interroga su quale figura ci faremmo se in Francia riaprissero le scuole e da noi in Italia no. Telese si innervosisce e continua a chiedere "dovete dirci costi e benefici delle riaperture".

Ecco, bravo Telese, parliamoci con chiarezza, e chiamiamo le cose col loro nome, senza infingimenti, senza eufemismi. Quelli che chiamiamo "costi" in realtà sono i "morti". La domanda, dunque, proviamo a riformularla: "dovete dirci quanti morti ci saranno se riapriremo tutto". E chissà se questa volta a morire saranno gli anziani, o i quaranta-cinquantenni o i giovani.
Quanti morti siamo disposti ad accettare? Siamo disposti ad avere un morto per famiglia (andatevi a rileggere quanti morti si prevedevano in Italia nelle proiezioni di fine gennaio - primi di febbraio)? Qual è il costo accettabile? Per non parlare, poi, del costo economico delle spese sanitarie di fronte a una nuova ondata di Covid-19.

Raramente mi capita di trovarmi d'accordo con gli esponenti sindacali, ma questa volta sono costretto a farlo e a sottoscrivere quel che dice Landini della Cgil: l'importante non è quando riaprire, ma come riaprire.

L'importante non è la figuraccia che faremo con altri paesi europei, ma se riaprendo le scuole i bambini saranno veicolo di contagio, se rischieranno di ammalarsi in forme gravi; l'importante non è il rapporto costi-benefici, ma accettare - e avere il coraggio di affermarlo pubblicamente - che la fine del lockdown porterà quanti? altri cinquemila morti? altri diecimila?

Mi spaventa questa duplice cecità: ciechi verso il passato, ciechi verso il futuro. Alla totale mancanza di memoria, abbiniamo anche l'incapacità di guardare al futuro. Nessuno, credo, ama vivere in isolamento e nessuno si augura che questa fase di lockdown duri ancora a lungo. A nessuno piace fermare fabbriche e pubblici esercizi. Ma non ci stiamo ponendo il problema più serio: come ne vogliamo uscire.

Vogliamo ancora sacche per i cadaveri?

Ci sono farmaci già efficaci (come alcuni autorevoli quotidiani hanno scritto) e il governo ne ha ordinato la produzione massiva? C'è un piano che partirà subito per effettuare il tampone a tutta la popolazione italiana, così da isolare i contagiati? La burocrazia italiana ha finalmente sbloccato tutto e nel giro di cinque o sei giorni si possono avere autorizzazioni per produrre decine di milioni di mascherine?

Queste sono le risposte che dovremmo attenderci dal governo, dalle istituzioni medico-scientifiche, dalle associazioni delle imprese. E invece, ancora una volta, trasformiamo tutto in polemica politica. Tutto, anche i dati sui morti e sui contagiati, anche la strage di anziani in quelle che avrebbero dovuto essere residenze protette, anche i farmaci, anche le modalità di protezione: tutto è adoperato solo a fini di polemica politica. Pazzesco. Pazzesco e idiota. Il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato:
"All'interno degli Stati bisogna lottare uniti, il virus può infilarsi tra le fratture della politica. Il focus di tutti i partiti politici deve essere salvare le persone. Non politicizzate questo virus. Se non volete ancora più sacche per i cadaveri, non vi dividete". 

Dovremmo riflettere almeno su una cosa: nessun cadavere farà l'imprenditore, nessun cadavere andrà mai al mare a prendere il sole, nessun cadavere frequenterà la scuola o l'università. Cerchiamo di averlo ben chiaro. L'Italia riparte coi vivi, non coi morti.

martedì 14 aprile 2020

Bugie criminali (fact-checking su influenza e coronavirus)

influenza e coronavirus


Poco più di un paio di settimane e si entrerà, forse, nella "Fase 2". L'Italia deve ripartire, dicono. La gente isolata in casa si stressa, dicono. Tutto vero, ma meglio stressati che morti, verrebbe da dire, poiché i dati che per ora arrivano dalle stesse autorità nazionali non sembrano così positivi.

A Pasquetta i nuovi casi hanno avuto un calo e sono passati dal 2,7% al 2%, ma conta poco, considerato che sono stati fatti meno tamponi, addirittura 10.043 in meno di Pasqua e 19.892 meno di venerdì. Non solo, ma aumentano i morti: da +431 di domenica 12 aprile a +566 di lunedì 13 aprile.

venerdì 10 aprile 2020

Record in nero

Dati coronavirus e influenza provincia di pesaro urbino


Ho provato a cercare i dati dei contagi e dei decessi per Covid-19 aggregati per regione e per provincia italiana. Quelli per regione si trovano facilmente: il sito del ministero della Salute li pubblica ogni giorno e anche i siti delle regioni sono aggiornati con i numeri tragici dell'epidemia. Anche i dati dei contagi sono disponibili nella ripartizione provinciale; difficile invece, almeno per me, reperire i dati dei decessi provincia per provincia.

venerdì 27 marzo 2020

Burocrazia batte coronavirus 4 moduli a 0

modello autocertificazione burocrazia coronavirus

Da studenti si sorrideva delle grida dei governatori spagnoli di cui Manzoni si faceva beffa; come non ricordare, ad esempio, la pomposità e la vacua autorità di quell' "Illustrissimo ed Eccellentissimo signor don Carlo d'Aragon, Principe di Castelvetrano, Duca di Terranuova, Marchese d'Avola, Conte di Burgeto, grande Ammiraglio, e gran Contestabile di Sicilia, Governatore di Milano e Capitan Generale di Sua Maestà Cattolica in Italia”?

martedì 10 marzo 2020

La memoria e il coronavirus

Coronavirus porta a porta

La nostra memoria non solo è corta, ma è la più grande falsificatrice che abbiamo. Ci tende tranelli e trabocchetti, ci fa dimenticare a distanza di giorni ciò che è accaduto, se questo va contro le nostre certezze. L'emergenza dovuta al coronavirus lo dimostra appieno. È un banco di prova tremendo ma efficace ed è una nuova dimostrazione di come la teoria del Cigno Nero, che è un pezzo fondante della teoria del Caos, non sia nemmeno stata presa in esame dalla maggior parte dei nostri politici, dei nostri scienziati (tranne poche eccezioni).

mercoledì 1 gennaio 2020

Il futuro può tornare indietro. Giacomo Leopardi, Riccardo Luna e il nuovo anno 2020



Com'è stato il 2019 e come andrà il 2020? Riccardo Luna, giornalista, già direttore di Wired, nel suo blog Stazione Futuro su Repubblica.it, chiude l'anno vecchio e apre il nuovo con un articolo dal titolo esplicitamente ottimista e anche provocatorio, alla faccia degli eterni pessimisti: “Eppure il 2019 è stato il migliore anno della nostra vita”.

martedì 16 aprile 2019

Elezioni Europee: a cosa serve Twitter

twitter in campagna elettorale, comunicazione politica, elezioni europee 2019

Riunione per impostare una campagna elettorale, un vero e proprio brainstorming con tanto di esperti, politici, creativi, copywriter. Una voce, perentoria, che dice: "Twitter non lo usiamo, tanto non serve in campagna elettorale, non ce l'ha nessuno".

venerdì 25 gennaio 2019

Perché crediamo ai complotti



Perché crediamo alle teorie del complotto? E cosa sono i Protocolli dei Savi Anziani di Sion? Nei giorni scorsi, un senatore della Repubblica, eletto con i 5 Stelle e in precedenza entrato in Parlamento con l’Italia dei Valori di Di Pietro, già presidente dell’Adusbef, ha rilanciato su Facebook e su Twitter un link in cui si accreditava come vero, come storicamente certo, il testo dei Protocolli dei Savi di Sion.

domenica 20 gennaio 2019

Trump-economics e il disastro americano

Robert Reich
Oggi The Guardian pubblica un articolo sulle politiche economiche di Trump firmato da Robert Reich, che è l'ex Segretario di Stato americano al Lavoro nella presidenza Clinton e insegna all'università di Berkley, autorevole economista amato in particolare dalla sinistra.
Il titolo del pezzo è esplicito: "Lo shutdown ha dimostrato il disastro della Trump-economics" e Reich spiega perché le politiche del presidente Usa, basate essenzialmente sul taglio delle imposte alla classe più ricca e alle imprese più grandi, non stiano funzionando per niente, ed anzi impoveriscano il Paese.

venerdì 28 dicembre 2018

La donna che canta

Recensione La donna che canta di Denis Villeneuve


Una moderna tragedia greca, La donna che canta (2010, nomination come miglior film straniero Premi Oscar 2011).  Implacabile nella dolorosa scoperta della verità, il film del regista Denis Villeneuve è un congegno commovente e crudele, ben sottolineato dal brano finale di Grégoire Hetzel, Incendies (come il titolo originale del film), che accompagna i titoli di coda.

sabato 8 dicembre 2018

Morire in discoteca

strage discoteca ancona lanterna azzurra


Non si può morire così. Non a quell’età, non in quel luogo e non in quel modo. In discoteca ci sono entrato per la prima volta ai tempi del liceo, ma ci si andava ogni tanto, magari la domenica pomeriggio. Poi fu un mio amico a farmi scoprire il divertimentificio romagnolo, la più alta concentrazione di discoteche al mondo, e così ogni sera, dai primi di maggio a metà settembre, si percorrevano i pochi chilometri che separano Fano da Gabicce Cattolica Riccione Rimini.

venerdì 7 dicembre 2018

Parigi, una città sotto assedio

let gialli a Parigi

Questo articolo è stato pubblicato oggi nelle pagine del quotidiano online Democratica.

Non è un romanzo di fantapolitica. A Parigi si teme un colpo di Stato. In questi ultimi anni abbiamo imparato a ragionare con termini e categorie che, fino a non molto tempo fa, pensavamo relegate al passato, ai libri di scuola o a paesi di altri continenti: nazionalismo, sovranismo, razzismo, fascismo, e adesso entra in gioco anche la parola 'golpe'.

domenica 28 ottobre 2018

Il caso Desirée. Come si costruisce la realtà: la vittima è colpevole





Sto lavorando e guardando la televisione, Rai Uno. In questo momento. Dove un certo don Gaetano, che pare una caricatura di non so chi, insieme ad altre persone, tutte molto urlanti, stanno sottilmente ma razionalmente costruendo un'immagine di Desirée Mariottini, molto, molto pericolosa. Conduce Mara Venier.

Il sultanato dell'Oman pronto a riconoscere lo Stato d'Israele


Mentre aumentano gli attacchi antisemiti in tutto il mondo - alimentati dalla propaganda contro Israele, dove antisionismo e antisemitismo si confondono - e mentre si piangono le vittime dell'attentato di ieri alla sinagoga di Pittsburgh, negli Stati Uniti d'America, dal Medio Oriente giungono timide notizie positive di dialoghi fra arabi e israeliani.

lunedì 22 ottobre 2018

Comunicare con gli eventi



Quando si parla di “comunicazione”, non a tutti viene in mente che una delle forme più originali di comunicazione è l'Evento. Certo, la comunicazione è un post su Facebook, è un manifesto stradale, uno spot radio, un'inserzione pubblicitaria sul giornale, un comizio in piazza, un volantino infilato nella cassetta postale, un sito ai primi posti di Google, un'immagine su Instagram. Ma comunicazione è anche (o soprattutto?) l'Evento, che unisce in sé molte altre forme e azioni di comunicazione.

venerdì 19 ottobre 2018

Reddito di cittadinanza e fine del traffico automobilistico

Reddito universale di cittadinanza o mobilità gratuita

La "Nota Diplomatica" di James Hansen è fra le più brillanti e acute riflessioni quotidiane che si possano leggere online. Non ha un sito, non ha una pagina facebook, è spedita attraverso e-mail a un'ampia platea di destinatari. Quella di oggi, è dedicata al "reddito universale" - e curiosamente, nota Hansen, si parla di reddito universale quando non ci sono più soldi...- con una proposta curiosa e interessante: anziché reddito universale, mobilità universale e gratuita per favorire spostamenti, occasioni, pubbliche relazioni, affari e ricerca lavoro.

martedì 16 ottobre 2018

La razzia umana

Liliana Segre con Bianca Berlinguer, Passaggi Festival Fano, 1 luglio 2018
Liliana Segre, intervistata da Bianca Berlinguer,
ha ricevuto a Fano il Premio Passaggi 2018

Non risparmiarono nessuno, i soldati nazisti che entrarono nel ghetto di Roma il 16 ottobre di 75 anni fa. Alle 5.15 di sabato mattina, giorno di festa per la comunità ebraica, le SS invasero il ghetto e strapparono dalle case 1.259 cittadini romani di origine ebraica. 207 erano bambini.

mercoledì 5 settembre 2018

La storia della moglie del meccanico e quella del papà del ragazzo

comunicazione politica, comportamenti elettorali
 
 A distanza di alcuni mesi dal voto del 4 marzo 2018, possiamo guardare alle elezioni con uno spirito di osservazione più libero e più distaccato, per un'analisi dei comportamenti elettorali che metta in rilievo qualche novità.
Certo, non siamo di fronte a una scienza esatta in grado di spiegare tutto (e nemmeno quasi tutto...), tuttavia cercare di rappresentare un modello esemplificato di comportamento elettorale può essere utile anche per il futuro. Negli Stati Uniti lo fanno almeno dai primi decenni del Novecento e perlomeno, se non ci azzeccano, almeno si divertono, discutono, si confrontano; tutti aspetti che sono, forse, il lato migliore della politica.

venerdì 31 agosto 2018

5 Stelle vs Pd. Un caso interessante: il ponte di Genova


Dietro al disastro del crollo del ponte di Genova – oltre alla tragedia umana, oltre ai danni economici – c'è anche un vero e proprio case history di comunicazione che vale la pena illustrare.

Nelle drammatiche ore che sono seguite al crollo, si è consumato uno scontro molto duro tra i partiti di maggioranza, in particolare i 5 Stelle, e il Pd. Tutto giocato nei social principali, Facebook e Twitter, lo scontro è interessante da raccontare poiché contiene gli elementi per un perfetto storytelling, dove non bisogna semplicemente raccontare, ma occorre emozionare.

domenica 19 agosto 2018

Isis, di nuovo alle porte


Il nuovo numero del settimanale l’Espresso pubblica un lungo servizio sull’Isis, firmato dagli autori del film documentario "Isis, tomorrow" (qui la clip in anteprima), Francesca Mannocchi e Alessio Romeni, che sarà proiettato il 30 agosto alla Mostra del Cinema di Venezia.

martedì 24 luglio 2018

Le magnifiche sorti della democrazia diretta

populismo, folla, democrazia diretta
Sui quotidiani di oggi si leggono alcune reazioni all'intervista che Davide Casaleggio - presidente dell'associazione Rousseau e figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle - ha rilasciato a Mario Giordano per il quotidiano La Verità.

venerdì 20 luglio 2018

Se il germe del multiculturalismo si chiama ignoranza

Rudyard Kipling, If, Università Manchester, Student Union
(ANSA) - LONDRA, 19 LUG - "Razzista" e cantore del colonialismo imperiale britannico. E' senz'appello la 'sentenza' emessa contro Rudyard Kipling dal collettivo di studenti che nelle scorse ore ha sfregiato il testo dei versi forse più celebri del poeta vittoriano, quelli di 'If' ('Se'), affissi nel campus dell'università di Manchester.

mercoledì 18 luglio 2018

Se il germe dell'immigrazione si chiama antisemitismo



Qualche giorno fa, sabato 14 luglio, sul Foglio diretto da Claudio Cerasa è apparso un interessante servizio di Giulio Meotti sul crescente antisemitismo in Germania. Si tratta, mi pare, di una questione fondametale che interroga tutti noi sull'apertura alla società multietnica,

mercoledì 25 aprile 2018

25 aprile, la qualità del presente si chiama Libertà


25 aprile. Dopo più di 70 anni forse  qualcuno potrebbe obiettare che quella di oggi non è altro che un rito stanco, insomma, una formalità da svolgere e richiudere nel cassetto della memoria patria. Per qualcun altro, invece, questa data ha senso soltanto per le divisioni che crea (e anche quest'anno ce ne sono, purtroppo): una data come strumento di battaglia politica del momento.

sabato 7 aprile 2018

Scioperi in Francia. Macron alla prima prova

Lo sciopero degli cheminots, i ferrotranvieri francesi, rischia di buttare gambe all'aria il presidente Macron che punta tutto sulla riforma della Sncf, la società nazionale delle ferrovie. Per il giornale online Democratica ho scritto questo articolo, raccogliendo il parere di un autorevole esperto di politica francese come Francesco Maselli.
Qui il link all'articolo.

venerdì 23 marzo 2018

Caso Facebook, come cambiare la democrazia con un ‘mi piace’


Questo l'articolo che ho scritto per il giornale on-line Democratica.

 “I dati di Facebook sono in vendita in tutto il mondo. I dati sono tutti lì, loro si prendono la vostra roba gratis e monetizzano grossi margini. Si prendono la vostra vita”: le parole di Steve Bannon, pronunciate a un convegno del Financial Times a New York, sono abbastanza inquietanti per indurre non solo i cittadini, ma anche i governi e i politici di tutta Europa, a riflettere sulle possibili contromisure, soprattutto in vista delle elezioni europee del 2019.
Non si tratta di ‘credere’ o ‘non credere’ a Facebook. Si tratta di capire come funziona Facebook.

giovedì 22 marzo 2018

Quel che è rimasto del ‘no’ al referendum si chiama Cnel

nomine cnel
Qualcuno potrebbe commentare “lo avevamo detto”. Sì, perché la nomina di 48 consiglieri del Cnel che fanno rinascere il parlamentino del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, è una diretta conseguenza di ciò che accadde col referendum costituzionale del dicembre 2016. Dove, pur di dare seguito a una sorta di fatwa anti- Renzi, si ritrovarono allegramente insieme Grillo e Bersani, Casaleggio e Salvini, Casa Pound e Sel, l’intellettuale radical-chic e l’arrabbiato grillino, per votare ‘no’.
Qui l'articolo pubblicato su Democratica.

martedì 20 marzo 2018

Casaleggio jr. tra visione ed eversione

casaleggio e la democrazia diretta
Tra visione ed eversione. Come definire, altrimenti, le dichiarazioni di Casaleggio giovane pubblicate sul ‘Washington Post’ e tradotte sul Blog delle stelle?
Casaleggio prova a indossare i panni del filosofo. La sua analisi non tocca le intricate questioni fra i partiti o le prosaiche lotte per la poltrona. Lui vola alto, forse un po’ troppo.
Qui il link all'articolo che ho scritto per Democratica.

venerdì 16 marzo 2018

Cinque uomini, cinque storie degli anni bui

Quarant'anni dall'agguato di via Fani, dove venne rapito Aldo Moro e assassinati gli uomini della scorta. Oggi Claudio Magris sul Corriere della Sera scrive: «I tre poliziotti e i due carabinieri scannati, e come loro innumerevoli uomini e donne senza nome bestialmente massacrati, non trovano posto nella mente, nel cuore, nella memoria, quasi non fossero uomini come chi ha un nome o un ruolo un po` più noti. (...) Restano vittime di terza classe».
Su quei cinque uomini, ho scritto un articolo per il quotidiano online Democratica, ecco il link per leggerlo.

venerdì 2 marzo 2018

Bocciare alle scuole elementari è giusto?


Alcuni anni fa, nel 2012,  si discusse molto in Italia su una serie di bocciature di bimbi che frequentavano la prina elementare.
Ascoltando il leghista Matteo Salvini che, in una trasmissione televisiva su Rai 1, sosteneva che una scuola seria è anche quella che boccia alle elementari, ho pensato di scrivere qualche riga e pubblicarla su Blasting News.
Ecco il link dove trovare l'articolo, grazie e buona lettura.


lunedì 26 febbraio 2018

Sondaggi: le verità nascoste

Sondaggi elettorali, elezioni politiche 2018, Foto Anemone123 - Pixabay
Foto: Anemone123 - Pixabay

Mi occupo di comunicazione politica da circa 30 anni e la prima campagna elettorale alla quale ho lavorato davvero è stata quella per le elezioni politiche del 1983.
I sondaggi sono sempre stati un elemento importante - quanto più, quato meno - della vita elettorale italiana e ad essi ho dedicato un breve articolo pubblicato su Blasting News, intitolato: "Sondaggi tra bugie e verità: ma in cabina ecco cosa potrebbe succedere".

domenica 25 febbraio 2018

L'Italia è un paese razzista?

Marco Minniti - Fot: Pd Pesaro e Urbino
Marco Minniti (Foto: Pd Pesaro e Urbino)
Ho ascoltato il ministro dell'Interno Marco Minniti su Rai 2, nella trasmissione Kronos, intervistato dai giornalisti Giancarlo Loquenzi, conduttore del programma, e Aldo Cazzullo del Corriere della Sera.
Minniti è a mio pare uno dei personaggi politici più interessanti degli ultimi anni. Non è nuovo alla politica, ma ha quasi vissuto in una sorta di ombra la sua militanza, forse dovuta ai temi di cui si è sempre occupato.
Per Blasting News ho scritto un articolo, cercando anche di riflettere su una domanda che di questi tempi va assai di moda: quella del titolo.
Questo il link per chi volesse darci un'occhiata.

venerdì 15 dicembre 2017

Imprese culturali e creative, l’Italia scopre il suo tesoro. A colloquio con Irene Manzi

Irene Manzi, deputata Pd
Intervista a Irene Manzi, relatrice del provvedimento sulle imprese culturali alla Camera: “La legge prende atto di una realtà articolata che ha voglia di essere riconosciuta”.
Il 2018 sarà l’anno europeo del Patrimonio culturale. Un anno cucito su misura per l’Italia, dunque, che ha la massima densità di siti Unesco del mondo. Eppure, nonostante Italia e cultura sia un binomio consolidato, solo ora, e proprio in coincidenza con l’anno europeo, sta arrivando in porto una legge che, finalmente, riconosce ruolo e finalità alle imprese culturali. Approvato alla Camera, il provvedimento è ora all’esame del Senato...
Qui l'articolo completo pubblicato sul giornale on-line Democratica

martedì 5 dicembre 2017

Pubblica amministrazione, meno corruzione, più risparmi: si può fare

Intervista a Paolo Coppola, deputato Pd è presidente della Commissione d’inchiesta sul livello di digitalizzazione nelle pubbliche amministrazioni.

Se andiamo a vedere i risultati del lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione nelle pubbliche amministrazioni, scopriamo dati interessanti e inquietanti al tempo stesso. Se da una parte si percepisce con chiarezza che ci troviamo davanti una PA ancora distante dal “cittadino digitale”, dall’altra pare si ha l’impressione che anche il cittadino sia distante dal modello digitale che le norme legislative vorrebbero idealmente applicato in Italia.
Qui l'articolo completo pubblicato su Democratica

giovedì 23 novembre 2017

Mai più senza wi-fi: ecco il progetto che mette in rete l’Italia. Parla Antonello Giacomelli

wi-fi
Mi registro nell’area wi-fi comunale della piazza centrale e ricevo le credenziali di accesso per sms. Dopo poco, visito il museo civico della stessa città e scopro che il wi-fi c’è, sì, ma la password la posso ricevere soltanto compilando di persona un form all’ufficio turismo. Termino la visita al museo e vado a fare shopping nel vicino centro commerciale: anche lì c’è il wi-fi, ma si tratta di un’altra rete e per accedervi debbo autenticarmi con facebook. Infine a cena: ottimo segnale wi-fi del ristorante, ma debbo di nuovo chiedere altri dati di accesso al cameriere che me li porta stampati su un foglietto di carta.
A quanti è capitato di dover cambiare reti wi-fi e di doversi registrare ogni volta per accedere a reti diverse, magari con una procedura farraginosa e poco chiara?
L'articolo completo è sul giornale on-line Democratica

venerdì 10 novembre 2017

La memoria dell’ebraismo italiano. Un patrimonio comune al MEIS

meis ferrara
Più che un museo statico, con dipinti e altre opere d’arte, il MEIS sarà un laboratorio di idee, di progetti, ben diverso dai musei che siamo abituati a visitare.

Ferrara del Giardino dei Finzi Contini e degli Occhiali d’oro, Ferrara del ghetto e delle sinagoghe, Ferrara della festa del libro ebraico: non poteva che sorgere qui, il MEIS, visitato ieri, nella tappa del Treno Pd, dal segretario Pd Matteo Renzi, accompagnato dal ferrarese Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali. È un museo particolare, il MEIS. L’acronimo sta per Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, ed è una struttura ‘work in progress’.

Qui l'articolo completo.

venerdì 20 gennaio 2017

71, cattivi per il fatto d'essere uomini

Non c'è speranza, nessuna, e non c'è salvezza se non nel tuo intimo, privato mondo di affetti. E anche quella è una salvezza provvisoria, illusoria. Guardatelo, se vi capita, '71' del regista franco-inglese Yann Demange, uscito nelle sale nel 2014 e disponibile in questi giorni su Sky Cinema.

venerdì 3 luglio 2015

Niente pezzi scelti, per favore

Dell’immagine occorre sempre diffidare (o abbandonarsi a essa, coscienti della necessaria finzione). Non c’è un giudizio definitivo nell’immagine -se non quello della fine del tempo- e non c’è nessuna innocente oggettività. Un brano di Notturno Indiano di Antonio Tabucchi che rende bene l’idea di come l’immagine interrompa, e quindi falsifichi, il reale attraverso la selezione di un frammento. L’incontro fra Roux e Christine ci spiega cosa siano i pezzi scelti.

giovedì 1 maggio 2014

Chi odia i libri

Ci sono libri che non si debbono leggere. E non è una novità: dall'Index librorum prohibitorum dell'inquisitorio Sant'Uffizio alla censura stalinista della Glavlit e ai terribili roghi nazisti, i libri sono sempre stati eliminati, bruciati, rinchiusi in magazzino, sigillati, sequestrati, mandati al macero, quasi fossero più pericolosi più di un'arma, subdoli e letali perché "corruttori" di anime e menti.

martedì 25 febbraio 2014

Renzi e la farfalla maculata

Ci sono due generi di italiani con i quali ho francamente difficoltà a dialogare.
Ci sono quelli che qualsiasi cosa si faccia non basta mai. Si decide di aiutare le associazioni cittadine del volontariato? Eh sì, ma poi la fame nel mondo? Cala lo spread? Sì, d'accordo, ma come la mettiamo con la crisi mondiale della finanza? Si realizza una pista ciclabile in più? Sì, ma il buco dell'ozono dove lo metti?

sabato 21 settembre 2013

Il Pd e il buonsenso

Il bicchiere
Leggendo le cronache e ascoltando i resoconti dell'assemblea nazionale del PD, si ha l'impressione di vivere davvero in quel bicchier d'acqua che ieri sera, a Pisa, nella prima giornata della Festa Democratica Scuola e Università, evocava Davide Guadagni, sul palco con Sergio Staino.
Il Pd -spiegava Guadagni- vive in un bicchiere d'acqua, un microcosmo in tempesta con le lotte fra Renzi e Cuperlo, con lo scontro sulle regole, con le polemiche sulla data del congresso, ma se uno emergesse e guardasse appena più in là del bordo di vetro del bicchiere, vedrebbe un mondo coi suoi problemi, con le sue speranze, con altre tempeste, con la vita che procede anche senza quel bicchiere.

sabato 10 agosto 2013

Una donna per segretario

Matteo, Giuseppe o Pippo, Gianni e Gianni ancora, e poi forse chissà... Magari hanno idee diverse sulle alleanze e sulla forma partito, ma tutti i probabili candidati alla segreteria del Partito Democratico (Renzi, Civati, Cuperlo, Pittella) hanno in comune hanno il fattore M. Emme come maschio.

giovedì 4 luglio 2013

Un Pd normale per un Paese normale

Si chiama Debbie Wasserman Schultz ed è la segretaria nazionale del Democratic Party. Non è famosa come Barack Obama e probabilmente non ci sono t-shirt stampate col suo viso, eppure dirige il democratic Party a stelle e strisce insieme con Harry Reid e Nancy Pelosi, rispettivamente leader dei Democratici al Senato e alla Camera.

sabato 20 aprile 2013

La speranza che resta al Pd

In due giorni siamo riuscito a ridare credibilità al M5Stelle, resuscitare per la seconda volta Berlusconi, triturare un galantuomo come Franco Marini, polverizzare il fondatore dell'Ulivo Romano Prodi. E infine far dimettere il segretario, il terzo che abbiamo avuto in soli cinque anni. Un record mondiale.

venerdì 22 marzo 2013

I costi della politica, i costi della democrazia

costi della politica

Captatio benevolentiae: parlare oggi dei costi della politica e difenderli (non i privilegi, non gli stipendi favolosi, non i benefit ingiustificati, bensì alcuni costi di essa) è un’impresa impopolare, e forse fallimentare, già subito persa ancor prima di cominciare, senza nessuna possibilità di essere accettata o, almeno, discussa seriamente e serenamente.

martedì 9 ottobre 2012

Grillo, il corpo e l'eredità del Cavaliere

Mao Tse-tung nel 1966
Il Capo non muore mai. Perché il Capo ha un doppio corpo, e il potere va oltre la morte, come spiega Kantorowicz nel saggio “I due corpi del re”.
L'esibizione della vitalità del corpo è l'esibizione del potere, e la decadenza del corpo è decadenza del potere.

venerdì 22 giugno 2012

Sartana non perdona

L’attesa ha portato un’ulteriore sofferenza ai cinque bambini di Pontremoli, bocciati per la seconda volta da un consiglio di classe  che, rifacendo gli scrutini e confermando la non ammissione in seconda elementare, rischia di assomigliare più a una corte di giustizia prussiana che all’organo che deve occuparsi dell’azione educativa e didattica.

martedì 19 giugno 2012

Quel che resta del merito

Immagina, ho risposto a mio figlio Federico -che ha 13 anni e in questi giorni sta affrontando la sua “prova del merito”: l'esame di terza media- di essere nato alcuni secoli fa. Sei figlio di un servo della gleba, e tuo padre è figlio di un servo della gleba; per te non esisterà capacità o merito, il tuo destino sarà legato alla tua originaria condizione familiare. Senza il merito, insomma, saremmo ancora al feudalesimo. E visto che hai studiato “Cittadinanza”, aggiungo che il merito e la solidarietà sono le colonne di una democrazia che tratti i cittadini come tali, e non come sudditi.
Ma questo che c'entra con i bambini bocciati in prima elementare? mi chiede ancora Federico.

sabato 12 maggio 2012

I rimborsi elettorali ai partiti e i ladri di democrazia


Esagero se scrivo che a rubare non sono i politici e i partiti, ma qualcun altro che magari non ruba soldi, ma democrazia sì, e quindi anche sviluppo, benessere, opportunità di lavoro, libertà di scelta ecc?

Certo, parlare bene dei 'politici' oggi non cosa semplice. Belsito e lo scandalo Lega, i milioni di Lusi, il finanziamento pubblico...  E non lo è neanche oggi, a un paio di giorni dal deposito, in Commissione Affari istituzionali, della legge che dimezza i rimborsi elettorali ai partiti. Legge che non ha avuto grande eco sui giornali, segno che gli organi i informazione italiani -tutti,anche quelli online che si definiscono 'liberi' e slegati ai grandi gruppi- sono legati a qualche interesse particolare più che a raccontare come sono andate davvero le cose.

lunedì 7 maggio 2012

" Ma state tutti attenti: Grillo non è pazzo, fa il pazzo"


E' del 19 settembre 2007, pubblicata nelle pagine del Corriere della Sera. Quasi cinque anni fa, ma l'intervista che Angela Frenda realizza col grande Dino Risi, è bene rileggerla oggi, alla luce del voto amministrativo. 

domenica 6 maggio 2012

Per fare il ministro non basta non ballare il bunga bunga

Si parla ancora -troppo o troppo poco?- di Movimento a 5 Stelle, e dunque di Beppe Grillo, di antipolitica, dell'annullamento destra/sinistra col rischio di sdoganare anche il peggio del neofascismo. Sulla pagina Facebook dei Partigiani del Terzo Millennio, si è tirato fuori un post non di dieci ma di appena un anno fa, e nell'Italia dalla memoria corta fa pensare rileggere quanto accadeva nel maggio 2011 a Bolzano.

sabato 5 maggio 2012

Beppe Grillo, the show must go on


Adesso c'è Grillo, il Savonarola da avanspettacolo. Nel 1992 erano tutti craxiani, nel 1993 erano tutti anticraxiani, nel 1994 l'Italia ha eletto il miglior amico di Craxi come presidente del Consiglio.

domenica 19 febbraio 2012

Sulla inutilità delle primarie

Le primarie nascono dentro una grande illusione, whitmaniana e americana, che tutto sia possibile, che ciascuno di noi potrà diventare il presidente, che il progresso è come la frontiera: si sposta con gli uomini e le carovane, sempre in avanti. Là avevano il far-west e l'epopea della conquista, qua avevamo Giacomo Leopardi che si prendeva perfino gioco del cugino Terenzio Mamiani con le sue 'magnifiche sorti e progressive'.

domenica 12 febbraio 2012

Il Pd è un'altra cosa

Fano è la terza città delle Marche per abitanti, e la prima città dove il centrosinistra ha avuto il suo più pesante segno meno, accumulando due clamorose sconfitte, nel 2004 e nel 2009. Leggo nelle cronache locali che ora qualche esponente del Pd di Fano propone un dialogo diretto col Pdl, forse pensando di scimmiottare l'alleanza-non alleanza che sostiene a Roma il governo Monti.

giovedì 9 febbraio 2012

Quando il merito è il cognome

Da "Il Corriere della Sera" di giovedì 9 febbraio 2012
La mobilità sociale
IL PAESE DEL POSTO EREDITATO LA DIFFICOLTÀ DI FARCELA DA SOLI
Vaccaro (Censis): c`è un blocco per passare di livello
Siamo parte di una generazione che vuole stare vicino a mamma e papà. E non si sfugge. Se sei un under 40 sei uno «sfigato» per essere rimasto parcheggiato troppo a lungo all`università. Se sei un under 30, peggio, sei- un bamboccione, ancora appeso alla paghetta.

venerdì 27 gennaio 2012

Giornata della Memoria, i cognomi ebraici "di provenienza" arrivano dalle Marche

Ho trovato nel sito Morasha.it un interessante articolo sui cognomi cosiddetti di “provenienza”, cioè derivanti da località geografiche, scoprendo che la maggior parte di essi arrivano dalle città e dai paesi delle Marche: Ascoli, Barchi, Belforte, Cagli, Camerino, Cingoli, Corinaldi, Da Fano, D’Ancona, Della Pergola, D’Urbino, Fano, Jesi, Macerata, Mondolfo/i, Montebarocci, Montefiore/i, Osimo, Pesaro, Pergola, Recanati, Senigaglia, Sinigallia, Tolentino, Urbino/i.
Ecco l'articolo di Maria Luisa Moscati:

venerdì 13 gennaio 2012

Cosentino è galantuomo e Ruby nipote di Mubarak

di Stefano Corradino, direttore di Articolo 21

Berlusconi è l’uomo della mafia. È un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra…” Così, tra 1988 e 1989 Umberto Bossi e il quotidiano la Padania apostrofavano il Cavaliere, la sua azienda e gli intrecci tra politica, economia e criminalità.

venerdì 30 dicembre 2011

L'energia che toglie luce alla 'Provincia Bella'

Alcuni mesi fa, nel giugno di questo anno, pubblicai una nota dal titolo "Ritrovarsi a parlare di infelicità": ci si trovava, allora, nel pieno del Festival della Felicità organizzato dalla Provincia di Pesaro e Urbino, e riflettevo su quanta 'felicità' ci potesse essere in una provincia -definita la Provincia Bella- che non tratta bene la propria terra, e dunque la propria cultura. Concludevo la nota con queste parole: "(...) assistere impotenti alla trasformazione delle terre e dei borghi in un grosso business industriale, osservare infelicemente stupiti come un campo diventi una distesa di acciaio e di specchi o una serie vasche per la produzione di gas. La felicità sarebbe accorgersi che chi ci governa, in Comune, in Provincia, in Regione, scopra finalmente che la vera ricchezza, che ci è data gratuitamente in dono, è quella che calpestiamo ogni giorno, che respiriamo ogni giorno, che guardiamo ogni giorno".

giovedì 29 dicembre 2011

Dove si ferma la locomotiva Italia

A Viareggio oggi si ricordano i morti della strage ferroviaria del 14 luglio 2009  e mi sembra interessante proporre questo articolo di Stefano Corradino pubblicato sul blog de Il Fatto Quotidiano. Tranne che nel finale, non si accenna alla sicurezza della mobilità su rotaia, ma ragionare sui treni come specchio del paese è singolare e forse molto, molto realistico. Buona lettura

martedì 27 dicembre 2011

Lucide menti razziste (non i soliti fanatici)

 A proposito di siti web razzisti, che incitano all'odio -in particolare, il sito Holywar contiene pericolose liste di proscrizione, con l'elenco minuzioso e aggiornato di tutti i cognomi delle famiglie che potrebbero avere anche lontanissime origini ebraiche, diviso città per città- mi sembra interessante proporre la lettura di questo articolo di Claudio Vercelli, pubblicato domenica 25 dicembre nella news-letter dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane:

lunedì 26 dicembre 2011

domenica 25 dicembre 2011

Mario Monti, lui sì che...

Sì, con Mario Monti tutto è cambiato. E sta cambiando l'Italia: più austera, più seria, più rigorosa. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Ho sempre sostenuto, e continuo a pensarlo ancora, che il Parlamento "di inquisiti, corrotti, puttanieri, veline" non fosse assolutamente peggiore del Paese reale che lo ha eletto. E qualche giorno fa, leggendo Mattia Carzaniga su D-La Repubblica, ho trovato in quelle righe il ritratto perfetto di noi italiani.

venerdì 28 ottobre 2011

I radar, il pesce e la fame

Non basta leggere, guardare la tv o navigare in un sito internet. La miseria, la fame, la disperazione vanno viste in faccia. Nere come il colore della pelle, rugose come i visi abbruttiti di donne e uomini. Mi sono reso conto davvero di quel che avrebbe atteso l’Europa qualche anno fa, in un viaggio di lavoro in Libia. Da Tripoli fino a Ghat, al confine col Ciad. Ogni tanto, lungo la strada che attraversa il deserto del Sahara, accanto ai villaggi libici, distese umane in attesa della vita: l’Occidente. Trattati spesso con razzismo dai libici, adoperati da Gheddafi come armi improprie per condizionare la politica italiana ed europea, i formicai della fame sono ancora là. Pronti a partire. E la meta siamo noi.

sabato 22 ottobre 2011

Veltroni: "Uccisione Gheddafi, fermiamoci a pensare"

In un suo post sulla pagina di Facebook, Walter Veltroni chiede una riflessione sulla conclusione della vicenda libica e sull'uccisione di Gheddafi.

Alle considerazioni di Veltroni si potrebbe aggiungere l'incredibile disamina medico-giornalistica di Bruno Vespa impegnatissimo a cercare, come fosse una città su una carta geografica, il foro nel cranio di Gheddafi nell'immagine ingrandita a pieno schermo.

domenica 16 ottobre 2011

Qualche considerazione sul 15 ottobre a Roma

L'ordine pubblico
La premessa è che si sapeva che ci sarebbero stati incidenti. Lo si sapeva da tempo, almeno dai primi di settembre. E non era una notizia 'riservata': circolava in molti ambienti -figuriamoci nei servizi segreti e in quelli di intelligence della polizia!- che gli autonomi, gli anarchici avrebbero considerato il percorso ufficiale della manifestazione (allora non si sapeva con certezza se il corteo sarebbe confluito su via Nazionale -poi chiusa- o su via Cavour -come è effettivamente stato) come una sorta di variabile. Come dire: cercheremo lo scontro. E sul web i segnali erano stati altrettanto chiari.

Intervista a Marco Follini, senatorePD, sull'Aventino delle opposizioni e sulla manifestazione del 15 ottobre a Roma

Follini boccia l’Aventino«Dovevamo restare in Aula»
(da QN- Il Giorno- Il Resto del Carlino- La Nazione del 16 ottobre 2011)

di Andrea Cangini
IL VICESEGRETARIO del Pd, Enrico Letta, aderisce al Verbo di Mario Draghi mentre il responsabile economico dello stesso partito, Stefano Fassina, lo avversa. A Roma sflilano gli ‘indignati’. Con loro c’è, in rappresentanza dei precari, il segretario dei giovani democratici, Fausto Raciti. Ma le bandiere di partito son quelle di Rifondazione.  

giovedì 6 ottobre 2011

Nessuno è colpevole

La trasmissione 'Piazzapulita' condotta da Corrado Formigli, che sta andando in onda ora su La 7, mette in luce un paio di cose interessanti sulla tragedia di Barletta.
Il primo è lo scaricabarile all'italiana: presidente della Regione Vendola, il sindaco di Barletta, l'ufficio Tecnico del Comune, i Vigili del Fuoco, l'ingegnere responsabile dei lavori del palazzo a fianco che ha causato il crollo... nessuno è colpevole, tutti si interrogano e anche in questo caso ci sarà una bella commissione che indagherà.

domenica 2 ottobre 2011

Incipit: Marinai Perduti


Marsiglia quel mattino aveva colori da mare del Nord. Diamantis trangugiò in fretta un Nescafé nella sala comune deserta. Poi scese sul ponte fischiettando Besame mucho, il motivo che più spesso gli tornava in mente. Anche l'unico che sapesse fischiare. Tirò fuori una Camel da un pacchetto stropicciato, l'accese e si appoggiò al parapetto. A Diamantis quel tempo non spiaceva. Non quel giorno lì, per lo meno. Si era svegliato con un umore già impiastrato di grigio.
Lasciò vagare lo sguardo sul mare, verso il largo, come per allontanare il momento in cui, come tutti gli altri marinai dell'Aldébaran, avrebbe dovuto prendere una decisione. Decidere non era il suo forte. Da venticinque anni ormai si lasciava portare dalla vita. Da un cargo all'altro. Da un porto all'altro.

Jean-Claude Izzo, Les marins perdus, 1997Edizione italiana: Marinai Perduti, Edizioni e/o, 2007
Traduzione: Franca Doriguzzi

sabato 1 ottobre 2011

Tournée, l'avventura di una vita

Il burlesque ipnotizza e avvolge nei suoi luccichii e nelle sue piume colorate, nei suoi trucchi esagerati, nelle carni morbide esibite con ironica tenerezza, e questo film, "Tournée", così dolce, surreale, lento, un po' malinconico, è un piccolo capolavoro.

martedì 27 settembre 2011

"Noi come Silvio, salviamo le prostitute"


Questa storia è on-line sul sito di Repubblica. Il commento che possiamo trarne è che il berlusconismo è anche una sorta di missione salvifica a favore dei più bisognosi: da Ruby, elevata a nipote di Moubarak, alle escort del bunga bunga, alla 'povera' famiglia Tarantini aiutata dal premier. La Pia Confraternita della Gnocca Bisognosa. Amen.

domenica 25 settembre 2011

L'unico tunnel è quello dell'ignoranza


Questo è il governo della meritocrazia e delle competenze? Questa è la cultura delle tre "i" inglese, impresa, informatica? e questa è la stessa signora Gelmini che si rallegra per l'alto numero di bocciature che selezionano i migliori?
Imboccate il tunnel o attraversate il ponte, purché ve ne andiate al più presto

sabato 17 settembre 2011

Incipit: Alice nel Paese delle Meraviglie

Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un'occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v'erano nè dialoghi nè figure, - e a che serve un libro, pensò Alice, - senza dialoghi nè figure?

Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll

mercoledì 14 settembre 2011

Fu vero pacifismo?

Il gruppo di Bologna di "Sinistra per Israele" ha inviato qualche giorno fa questa lettera al sindaco di Casalecchio di Reno, Simone Gamberini, riguardo la decisione della giunta di Casalecchio di porre una targa dedicata a Vittorio Arrigoni sulla Casa della Pace di Casalecchio. Arrigoni, sostenitore della causa palestinese, venne rapito e ucciso, lo scorso aprile, da un gruppo islamico jihadista salafita. I grassetti e le evidenziazioni del testo sono miei.

domenica 11 settembre 2011

Tutti contro il giro: quando l'estremismo arriva ultimo

La premessa è necessaria, perché in questa Italia dove l'ambiguità è la maschera quotidiana della politica, trovi sempre il furbetto che commenterà: “ah, ma allora tu simpatizzi per la Lega...”.
E invece no. Nessuna simpatia. Però vorrei capire meglio. Vorrei capire perché persone di sinistra, sindacalisti, ragazzi dei movimenti, si siano dati tanto da fare per boicottare il Giro ciclistico della Padania.

lunedì 18 luglio 2011

Ma il Paese non è meglio del Parlamento

Il cortocircuito politica-cittadini c'è già, e quel che sta accadendo in queste ore -tutti a correre ai ripari, a dire tagliamo di qua, tagliamo di là, e la bozza di legge Calderoli, e l'appello di Fini, e le proposte di tutti i partiti- mi sembra la promessa di Luigi XVI di convocare entro cinque anni gli Stati Generali: si era nella Francia del 1783. Anche chi non è appassionato di storia, può consultare Wikipedia dove troverà un dato interessante.

Faremo la fine dell'Italia?

Saltando da un profilo Facebook all'altro, ieri mattina sono capitato su quello intitolato 'I segreti della casta a Montecitorio': alle ore 8.30 aveva poco più di 23.000 amici, nel pomeriggio, alle 16.30, era già passato a 93.599, dopo 5 minuti esatti i fan della pagina avevano superato i 95.000. Ora, alle 11,45, sono oltre 200mila. Un successo, e una contaminazione virale: chi ha cliccato sul “mi piace” della pagina lo fa sapere, la promuove, la linka.

giovedì 2 giugno 2011

Ritrovarsi a parlare dell'infelicità

Un paio di giorni fa, subito dopo la vittoria politica del centrosinistra alle elezioni amministrative, alla riunione del Partito Democratico del circolo di Mombaroccio, dove sono iscritto, mi sono ritrovato a parlare di infelicità. In quello stesso momento a Pesaro e in altre parti della provincia, si celebrava il festival della Felicità, con Benigni e tanti altri ospiti famosi. Felicità, perché il presidente della Provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci, anch'egli iscritto al Pd, ha deciso di valorizzare il territorio provinciale come un luogo di benessere diffuso, di sviluppo sostenibile, di integrazione.

sabato 25 aprile 2009

Il liberale della 'tolleranza zero'

Non ce l'ha fatta a vincere le elezioni presidenziali americane, e le sue posizioni libertarie certo non lo hanno aiutato a trovare consensi nei repubblicani: Rudolph Giuliani, infatti,  è favorevole alla ricerca sulle cellule staminali, non si dichiara contrario all'aborto e si batte per il riconoscimento legale delle coppie di fatto, comprese quelle omosessuali (non dimentichiamo che sfilò al Gay Pride di New York del 2000 travestito da donna).

martedì 7 aprile 2009

Contro la teoria dominante

Il caso di Giampaolo Giuliani, l' "imbecille" dei terremoti

Scientificamente nessuno al mondo è in grado di fare una previsione seria e attendibile di quando si verifica un terremoto”: lo ha detto Enzo Boschi, presidente dell’Istituto di Geofisica.

Quel mirare per quegli occhiali m'imbalordiscon la testa” lo disse invece, nei primi del ‘600, l'aristotelico Cremonini, il quale si rifiutò persino di guardare attraverso il cannocchiale che aveva messo a punto Galileo. Oggi un’affermazione del genere ci fa sorridere: ignoranza dei tempi, potremmo commentare, ma Cremonini era un’autorità, e il cannocchiale venne creduto dall’opinione pubblica perfino una sorta di strumento diabolico.

martedì 10 marzo 2009

Veltroni, il "ma anche" e l'abbondanza della vita

Quello che avevo in mente e non potevo dire


La frase l’ha pronunciata a piazza di Pietra, a Roma, giovedì 18 febbraio. «Abituiamoci all’idea –spiega Veltroni, annunciando le dimissioni da segretario del PD- che un grande partito è un luogo di diversità. Non vi preoccupate, non vi spaventate, non chiedete a chi mi succederà: “ma su questo tema il Pd ha avuto tre deputati che hanno votato diversamente”. La mia risposta, quella che avevo in mente e che non potevo dare è: per fortuna sì. Per fortuna sì, per fortuna che il Pd non è una caserma, per fortuna che è un luogo in cui ciascuno può avere una sua identità dentro un’ispirazione unitaria che rispetta su taluni punti una libertà di coscienza».

sabato 25 ottobre 2008

Vergogne d'Italia. Cossiga spiega l'accordo fra Italia e terrorismo palestinese

Lui è l’esternatore per definizione, colui che ha inventato un nuovo modo di comunicare dal Colle, eppure questa intervista del senatore a vita Francesco Cossiga -ex presidente della Repubblica, ex presidente del Consiglio, ex ministro dell’Interno, ex presidente del Senato- è sorprendentemente passata sotto silenzio.

martedì 7 ottobre 2008

Leopoldo Elia, il valore della libertà

Fano, la mia città di nascita dove ho abitao fino al 1993, ha dato i natali ad almeno due personaggi di primo piano del mondo cattolico italiano: Valerio Volpini, indimenticato direttore dell’Osservatore Romano e intellettuale di rilievo, e Leopoldo Elia, presidente emerito della Corte Costituzionale, giurista di fama europea, ex ministro ed ex senatore. Elia è scomparso ieri a Roma; avrebbe compiuto 83 anni il prossimo 4 novembre.

martedì 18 marzo 2008

Dalla parte della polizia

Lo ammetto subito: sto dalla parte della Polizia. Credo che sia un fatto quasi ‘cromosomico’: dopo l’utero di mia madre e il camice dei medici, quel che ho visto appena nato è stata la divisa da poliziotto di mio padre. L’imprinting c’è stato.

lunedì 17 marzo 2008

Nemici del popolo

Strage via Fani, Rapimento Moro, Brigate Rosse

“La scorta armata, composta da cinque agenti dei famigerati Corpi Speciali, è stata completamente annientata”:
(Dal comunicato n. 1 delle Brigate Rosse, 18 marzo 1978)

Chi sono i cinque ‘famigerati’, uccisi dal commando delle Brigate Rosse che giovedì 16 marzo 1978, alle ore 9.20, in via Fani a Roma, rapisce il presidente del Consiglio Aldo Moro? Uno viene da una famiglia contadina della Campania: il fratello lavorava nei campi quando apprende dalla radiolina la notizia dell’attentato, un altro vive in caserma (lo stipendio di un agente non consente molto di più) e aspetta di essere promosso prima di sposarsi, un altro ancora era fuggito dalla miseria delle campagne molisane. Il più ‘vecchio’ ha 52 anni, il più giovane 24. Non sono solo ‘divise’, sono uomini che hanno una famiglia, figli, genitori, fratelli. Sono persone che hanno passioni, amici, desideri. Fanno un lavoro difficile e hanno una paga da fame, non molto diversamente da oggi. Sono figli del popolo, loro, uccisi ‘in nome del popolo’ da assassini che di popolare non hanno nulla.